Neofobia alimentare: la paura dei cibi “nuovi”

La neofobia alimentare, ovvero la riluttanza ad ingerire nuovi cibi, è comune non solo nei bambini, ma anche negli adulti. Alcuni adulti sembrano avere nette preferenze per le pietanze familiari, dimostrando paura nei confronti di alimenti mai provati prima nonostante non ci siano reali motivi per mantenere questo comportamento difensivo.

Fattori che determinano la neofobia alimentare

La resistenza a provare nuovi alimenti è una reazione innata di sopravvivenza di fronte a potenziali cibi tossici. Quando si ha davanti un alimento non conosciuto, la reazione normale è la precauzione.

La neofobia si riduce solo se si apprende che un cibo non provoca danni una volta ingerito

Come ridurre la neofobia

Fornire informazioni sul piacevole gusto dei nuovi cibi sembra ridurre il livello di neofobia negli adulti mentre il solo fornire informazioni nutrizionali (es. il fatto che un cibo sia salutare) non modifica la tendenza neofobica.

Fattori di tipo “sociale” possono giocare un importante ruolo nell’evoluzione delle preferenze alimentari. Le ricerche suggeriscono che osservare altre persone mangiare cibi nuovi riduca il rischio di neofobia, ad esempio.

Inoltre, non bisogna arrendersi. E’ normale che l’avversione per un cibo possa svilupparsi anche dopo un singolo assaggio. Tuttavia, mentre l’avversione si stabilisce rapidamente, le preferenze alimentari si formano lentamente, attraverso ripetuti assaggi. Sono necessarie tra le 5 e le 10 esposizioni ad un nuovo cibo per manifestare una preferenza verso di esso.

Concludendo…

Il gusto regna sovrano nel determinare le scelte alimentari. Ciò evidenzia quanto l’atto del mangiare sia un’importante fonte di piacere della vita. La scienza dice che le uniche altre attività che possono essere paragonate ad un “buon pasto” sembrano essere a) trascorrere del tempo con la propria famiglia; b) fare un viaggio e c) fare l’amore. Un’appropriata educazione alimentare in ambito familiare e sociale è un potente strumento ulteriore, quindi, per promuovere una dieta sana e variegata.

Una dieta sana non necessariamente prevede alimenti poco graditi. L’importante è che sia varia e soddisfi i fabbisogni nutrizionali. Se poi si accetta un pizzico di novità, allora sarà anche meno noiosa.

Dr.ssa Francesca Simonella, Biologa Nutrizionista

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