Considerare COME si mangia è fondamentale per sentirsi bene

Focalizzare l’attenzione solamente su COSA mangiare anziché COME mangiare è come decidere di arredare una casa che non è ancora stata costruita.

“Dottoressa, non è la prima nutrizionista a cui mi rivolgo”

Nella mia pratica clinica, sia all’estero che in Italia, ho avuto modo di notare che molte persone si iniziano ad avvicinare al concetto di “sana alimentazione” perché vogliono perdere peso o piacersi di più. La maggior parte di queste persone non è al primo tentativo, bensì proviene da cicli di diete con conseguente effetto yo yo e poca fiducia in sé stessi. Mi rivolgo a queste persone con estremo rispetto; non è facile destreggiarsi nella jungla di professionisti che si spacciano per nutrizionisti. Con delicatezza, però, è importante fare chiarezza. 

“Il coach mi aveva dato una dieta valida, ma è colpa mia che poi ho mollato”

Molti mi raccontano che in passato sono stati seguiti da coach, naturopati e alimentaristi e di essersi trovati bene con questi professionisti perché in fondo “li hanno fatti dimagrire”. Questo è un chiaro segnale che a far perdere peso non serve un professionista abilitato dalla legge italiana (come biologo nutrizionista, dietologo e dietista).. può farcela chiunque. Basta eliminare un po’ di kcal, dare la colpa ai carboidrati e consigliare pozioni magiche e “naturali”. Non mi stupisco che molti cadano in queste trappole; in fondo ognuno è esperto del proprio settore e fa quello che può per riuscire a destreggiarsi nella jungla. Per fortuna però, ci sono anche professionisti che si preoccupano della salute delle persone, offrendo così un valore aggiunto: il sano raggiungimento della forma fisica più adatta alle proprie caratteristiche, unitamente ad un percorso di cambiamento positivo dello stile di vita.

Mangiare il modo Mindful è (spesso) meglio che eliminare intere categorie di alimenti

Ok, è vero, alcuni cibi sono più sani di altri. Tuttavia, decidere di punto in bianco che il latte è poco sano, che il glutine è tossico e che la carne è cancerogena, senza conoscere la scienza che c’è dietro e come questa si adatti ad ogni individuo, non è un modo sano di avvicinarsi all’alimentazione. Ognuno è diverso, sia in termini di gusti che in termini di suscettibilità alle patologie. Bisogna diffidare dalle conclusioni semplicistiche e valide per tutti. Oltretutto, la salute dipende anche da come mangiamo e non solo da cosa mangiamo. Come vi sentite dopo aver ingurgitato con voracità 4 pesche di fila? Probabilmente vi sentirete come quando avete mangiato 5-6 biscotti alla velocità della luce. “Bene, ma non benissimo”, direbbero i più giovani.

Il Mindful Eating è uno stile di vita da cucire su misura

Le origini dell’Intuitive Eating o Mindful Eating risalgono agli anni ‘80 e sono state formalizzate nel 1995, quando alcuni colleghi nutrizionisti (che stimo moltissimo) come Evelyn Tribole, MS, RD hanno pubblicato libri (science-based) sui principi di questa nuova filosofia. I principi comprendono il rigetto della mentalità di chi segue diete restrittive, il rispetto per la propria sazietà, la scoperta del fattore “soddisfazione” e il rispetto del proprio corpo (dici nulla!). Secondo il Mindful Eating bisogna imparare ad ascoltarsi perché il nostro corpo ci invia importanti informazioni sul nostro rapporto coi singoli alimenti. La ricerca ha dimostrato che i consumatori consapevoli stanno meglio perché conoscono bene gli alimenti e sé stessi, e soprattutto, si vogliono bene. Una migliore immagine corporea li rende meno proni a sviluppare un disturbo del comportamento alimentare.

Cosa ci dice il nostro corpo quando mangiamo?

Per imparare ad autoregolarsi è fondamentale imparare a riconoscere i segnali che il corpo ci invia quando siamo affamati e sazi, così da modulare il nostro comportamento. Ignorare questi segnali può portare ad abbuffate, frustrazione e vergogna. Imparare a conoscere sé stessi e il proprio corpo richiede tempo e pazienza. Ma i risultati ci sono.

Il mio messaggio per te: Un valido percorso di educazione alimentare va abbinato a del counseling per rendere i benefici duraturi. Per vivere bene una dieta è importante ricordarsi il vero significato del termine: dal greco, “stile di vita”. Biologo Nutrizionista, medico dietologo e dietista possono aiutarti a fare chiarezza (ricordando che il dietista non può lavorare in autonomia ma sempre alle dipendenze di un medico). Buona fortuna!

Come ti prenderai più cura di te stesso, a partire da oggi?

Quali strumenti ti mancano per farlo?